21 Aprile 2026
21 Aprile 2026
Cosa fare e come valutare i costi di sanatoria in presenza di irregolarità urbanistiche negli immobili all’asta, tra perizia di stima, verifiche tecniche e obblighi a carico dell’aggiudicatario.
Una delle maggiori preoccupazioni per chi si avvicina a un’asta immobiliare è la possibile presenza di abusi edilizi o difformità urbanistiche. Acquistare un immobile all’asta rappresenta spesso un’ottima opportunità di investimento ma, a differenza di una compravendita tra privati, dove la presenza di gravi difformità può rendere nullo l’atto, nelle aste giudiziarie la vendita è quasi sempre valida, lasciando all’aggiudicatario l’onere di regolarizzare la situazione.
irregolare può comportare costi imprevisti e difficoltà future. Fortunatamente, la procedura esecutiva impone una trasparenza quasi totale su questo aspetto, mettendo l’aspirante acquirente nelle condizioni di valutare con precisione la situazione, a patto di saper leggere attentamente la documentazione.
Lo strumento fondamentale per conoscere lo stato urbanistico dell’immobile messo all’asta è la perizia di stima.
L’art. 173-bis delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile riporta in modo molto chiaro e dettagliato cosa deve risultare dalla relazione di stima redatta dall’esperto.
In particolare, per quanto riguarda il bene da vendere, l’esperto nominato dal giudice è obbligato ad effettuare una verifica approfondita della regolarità edilizia e urbanistica del bene e a riportare in modo dettagliato ogni difformità riscontrata.
La perizia deve:
Questa è una regola ferrea dell’acquisto in asta: tutti i costi per la sanatoria degli abusi edilizi sono a carico dell’aggiudicatario. L’acquirente si fa carico dell’immobile “nello stato di fatto e di diritto in cui si trova”, comprese le sue irregolarità.
È quindi essenziale che l’offerente, prima di formulare la propria offerta, legga con la massima attenzione la sezione della perizia dedicata alla regolarità urbanistica. I costi di sanatoria stimati dal perito devono essere considerati come un costo aggiuntivo dell’operazione e, di fatto, vanno sommati al prezzo che si intende offrire per calcolare l’esborso totale. In molti casi, il perito tiene già conto di questi costi quando determina il valore di mercato dell’immobile, operando una decurtazione dalla sua stima.
Il soggetto che ha intenzione di presentare offerta di acquisto deve assolutamente leggere integralmente la relazione di stima redatta dal Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU), in tutte le sue parti e visitare l’immobile, con l’assistenza di un tecnico di fiducia. Ma se la perizia è vecchia (ossia è stata redatta da più di 2 anni), è prudente verificare se nel frattempo sono cambiate le norme comunali.
Una volta ottenuto il decreto di trasferimento, l’aggiudicatario dovrà attivarsi per regolarizzare la situazione. I passaggi sono:
I costi di sanatoria non riguardano solo la sanzione pecuniaria, ma occorre aggiungere gli onorari professionali per la istruzione della pratica, le somme dovute al Comune per l’incremento del carico urbanistico o gli eventuali costi di ripristino, in caso di abuso non sanabile.